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Le principali vie che attraversavano la Romagna, percorse dai pellegrini e già conosciute entrambe in epoca medievale con il nome di Francigena, corrispondevano:
una a parte della romana Via Popilia, che costeggiava l'Adriatico ed era chiamata anche via Reina; l'altra alla romana via Emilia, a nord di Parma ed alla via Cassia.
Anche Porto Cesenatico si trovava sulla via Francigena orientale, che nel tratto più vicino al porto (zona Villalta) è sempre stata chiamata via San Pellegrino, in quanto
da quella strada giungevano all’imbrunire i pellegrini in cerca di ospitalità per la notte.
I più poveri potevano ricevere ospitalità gratuita nell'Oratorio di San Giuseppe, nella Chiesa di San Nicola dei Padri Cappuccini e nel Palazzone di Cannucceto, nato
originariamente come costruzione malatestiana ed adibito a Convento dei Frati Camaldolesi probabilmente nella seconda metà del 1600. Da notare che a Porto Cesenatico esistevano a quel
tempo cinque grandi luoghi di culto: la Chiesa di Santa Maria di Valverde, la Chiesa di San Giacomo, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa della Santissima Annunziata e la Chiesa dei Padri Cappuccini.
A Gatteo, proprio all'inizio dell'abitato ancora ai primi del ‘900, esisteva l'antica vestigia dell' Hospitale di Sant’Antonio Abate
(con annessa la chiesa distrutta nel 1944), inteso come struttura di un monastero o di altro luogo di culto, per lo più ubicato vicino
alle strade di notevole importanza o presso i centri abitati, percorse dai pellegrini e romiti, all'interno del quale si poteva trovare alloggio e assistenza.
Per questo motivo il tratto di strada che da Ravenna collegava Cervia, Pisignano, e poi Sala, Sant'Angelo, Gatteo, San Giovanni in Compito in direzione
Santarcangelo o Rimini poteva essere un itinerario alternativo alla via dei Romei.
San Rocco e Sant’Antonio: due Oratori agli estremi dell'abitato di Gatteo. San Rocco e Sant' Antonio ancora alla fine del secolo scorso
erano i due oratori posti agli antipodi dell'abitato di Gatteo sull'asse longitudinale nord-sud. La loro origine risale al secolo XV. Vicinissima a
Gatteo è l’antica Pieve di San Giovanni in Compito, situata sulla via Emilia nel territorio di Savignano sul Rubicone.
Centro esarcale in epoca bizantina, nei primi secoli del medioevo Cesena perse molti dei suoi caratteri cittadini dato che viene qualificata
come castrum e non come civitas. Dal VI° secolo diventa sede vescovile e qualche secolo più tardi dispone già di una quindicina di pievati del territorium
cesenate, tra i quali spiccano, per la loro importanza itineraria, quelli di San Mauro e San Vittore, in zona collinare, e quello di Santa Maria in Ronta, su una via
parallela al Dismano. I romei che vi transitavano fra il '200 e il '300 conobbero un abitato di cui oggi non rimangono tracce, distrutto come fu nel 1337 dalle truppe
bretoni inviate dal papa Gregorio XI. Gli edifici storici sono dunque successivi alla fine del '300. In particolare ricordiamo: la Biblioteca Malatestiana, fatta costruire da Novello Malatesta
fra il 1447 e il 1452, di grande importanza nella storia della cultura umanistica e la Cattedrale, notevole esempio di progetto germanico (1385-1405).
CANALI: Archeologia nei comuni della costa e dell'entroterra cesenate, Ville, dimore e teatri storici, La Via dei Romei, ...